Sabato 28 Febbraio: il mio vero inizio in pista
- Cinzia Pase

- 15 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
Sabato 28 febbraio non è stata solo una giornata in autodromo.
È stato il primo giorno in cui ho varcato un ingresso con un accredito ufficiale al collo e una responsabilità precisa: raccontare la pista attraverso le mie immagini.
Non era la prima volta che entravo all’Autodromo Riccardo Paletti, ma questa volta era diverso. Non ero lì da spettatrice, né da appassionata dietro alle barriere.
Ero lì per lavorare.

Finalmente, dentro la pista. Sul serio.
Un nuovo inizio
Questo 2026 segna per me un vero cambio di passo: l’inizio della mia attività come fotografa freelance motorsport. Non più solo passione, ma racconto, responsabilità e presenza accanto ai piloti, dentro l’azione.
Entrare con l’accredito al collo è stato molto più di un gesto pratico. È stato un passaggio simbolico. Come dire a me stessa: adesso ci sei davvero.
L’aria del paddock aveva un’energia diversa. I rumori metallici, le gomme, le voci dei tecnici, l’odore inconfondibile della pista… tutto sembrava più intenso, perché questa volta avevo un ruolo preciso: raccontare ciò che succede attraverso i miei occhi e la mia macchina fotografica.
Il Test con l'Audi TCR driver Cristiano Piccin

La giornata era dedicata al test di un’Audi RS 3 LMS TCR insieme a Cristiano Piccin.
Sessioni di prova, regolazioni, rientri ai box e ripartenze continue: momenti perfetti per osservare, studiare e imparare.
In pista il tempo scorre in modo strano. Ci sono attimi velocissimi — il passaggio dell’auto davanti all’obiettivo — e pause silenziose in cui prepari lo scatto successivo, studi la luce, anticipi la traiettoria.
È lì che capisci quanto la fotografia motorsport sia fatta di intuizione prima ancora che di tecnica.
Il debutto del mio primo Teleobiettivo
Quella giornata segnava anche un’altra prima volta: il debutto del mio primo vero teleobiettivo,
il Nikon 130-600, pensato per raccontare la pista da vicino… restando a distanza.
Montarlo sulla macchina fotografica è stato quasi un rito. Attraverso quell’obiettivo la pista cambia completamente: dettagli invisibili diventano protagonisti, le vibrazioni dell’auto sembrano arrivarti addosso, e ogni scatto diventa un tentativo di fermare la velocità.
Non volevo solo fotografare un’auto.
Volevo raccontare cosa si prova ad essere lì.
Il rumore che arriva prima dell’auto.
La tensione prima della curva.
L’istante perfetto in cui tutto si allinea.

Raccontare la pista
Ho capito che il mio obiettivo non è solo creare immagini belle, ma trasmettere sensazioni. Far percepire a chi guarda le foto cosa significa stare a bordo pista: la concentrazione, l’adrenalina, la precisione richiesta in ogni secondo.
Sabato non è stato solo un test.
È stato l’inizio di una stagione.
Ma soprattutto l’inizio di un percorso.
Per la prima volta mi sono sentita esattamente dove volevo essere: dietro l’obiettivo, con il rumore dei motori come colonna sonora, pronta a raccontare il motorsport attraverso i miei scatti.
E forse, più di tutto, è stato il giorno in cui una passione ha smesso di essere solo un sogno ed è diventata una direzione.
La stagione è partita
Io anche.
Ci vediamo in pista..


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